Pubblicato da: Massimiliano Neri | 10 aprile 2008

Stiglitz sfodera Keynes a due mani… come in un B movie

Sarebbe troppo semplice riportare le criticita’ delle idee di Joseph Stiglitz, e sopratutto le bestialita’ che ha scritto nei suoi libri di larga diffusione.

A riportare scorci di un suo articolo per puntare il dito sull’approccio keynesiano sembra quasi di impugnare la demagogia keynesiana di piu’ bassa lega. Sembra insomma di rubare le caramelle ad un bambino.

Eppure, putroppo, questo signore e’ un Premio Nobel che ha contribuito a creare l’Economia dell’informazione demolendo come si deve il paradigma dell’informazione perfetta della Scuola di Chicago.

E allora la gente lo ascolta, … mentre scrive cose terrificanti.

A deficit of leadership

The financial crisis being felt around the world will get worse – unless strong actions are taken by governments. The strongest action of all is required in the United States, where this global maelstrom originates.

Given where we are, the downturn is likely to be the worst in at least the last quarter century, probably since the Depression. But the US has more than just a trade and fiscal deficit; it has a leadership deficit. The result is likely to be a downturn longer and deeper than need be. And the whole world will suffer.

Dall’altra parte abbiamo il commento di Mankiw:, grande rappresentate del costruttivismo positivista targato Ivy League (leggi: l’onnipotenza di un PhD in Econometria di Harvard ci salvera’ dalle forze del male)

Sul New York Times:

The truth is that the current Fed governors, together with their crack staff of Ph.D. economists and market analysts, are as close to an economic dream team as we are ever likely to see. They will make their share of mistakes, but it is too easy to find flaws when judging with the benefit of hindsight. The best Congress can do now is to let the Bernanke bunch do its job.

Nel suo blog:

At the very least, even in a world of perfect capital mobility, monetary policy can use the exchange-rate channel: More expansionary policy causes the currency to depreciate, which stimulates net exports. That channel is part of the story right now.

Post scriptum: mi e’ stato richiesto, e per quanto sia poco il tempo che posso dedicare, rispondo.

Stiglitz e’ stato Presidente dei consiglieri economici nell’amministrazione Clinton, e successivamente ha ricoperto la carica di Senior Vice President e Chief Economist alla Banca Mondiale.

Durante entrambe le cariche non ha mai emesso alcun segnale di dissenso. Successivamente ha pubblicato libri in cui criticava le organizzazioni di cui ha fatto parte ed i colleghi con cui aveva lavorato. Dal punto di vista morale si tratta dunque di un ipocrita.

Dal punto di vista macro e’ un keynesiano che lamenta in continuazione l’assenza di papa-governo. In campo microeconometrico, e’ stato un popo’ di scienziato per quanto riguarda la critica del modello di consocenza perfetta della Scuola di Chicago, e la conseguente creazione dell’economia delle asimmetrie informative (che come sapete e’ a sua volta e’ criticata dagli austraici). Ha ricevuto il Nobel e bisogna riconoscergli di averto fatto avanzare molto il mainstream neoclassico.

I libri in cui si possono trovare le maggiori critiche alle organizzazione di cui ha fatto parte sono La globalizzazione e i suoi oppositori (vedi critica di Colombatto) e i I ruggenti anni novanta, del quale consiglio vivamente la lettura per rendersi conto del livello di ipocrisia dell’uomo-scienziato.


Responses

  1. “Sarebbe troppo semplice riportare le criticita’ delle idee di Joseph Stiglitz, e sopratutto le bestialita’ che ha scritto nei suoi libri di larga diffusione.”

    No, no, riporta pure.

    Siamo, infatti, curiosi di sapere…

  2. Vedi postscriptum.

  3. Basta parlare del salario minimo, che prima ha bocciato come minchiata e poi ha sottoscritto come panacea (guarda caso quando è stato assunto da Clinton)

  4. Globalization and its discontents di Stiglitz sta sul mio comodino… dopo due libri di Tremonti ci voleva un bel libro intelligente scritto da un intellettuale serio. Poi dovrò decidere a continuare Naomi Klein e ho fatto un bel terzetto…😀


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