Pubblicato da: Massimiliano Neri | 29 aprile 2008

Murphy: recessione deflazionaria

Ecco le conclusioni che trae Robert Murphy nel suo articolo “Are Recessions Deflationary?

The worst downturn in US history (i.e., the Great Depression) was characterized by sharp deflation; there is no denying this fact. On the other hand, the glib explanations for this relationship are not self-evident upon closer scrutiny, and indeed one might expect prices to go up during recessions. Looking at the historical record, since 1955 this was quite obviously the case in at least 5 of the 8 recessions, and it was ambiguous in one of them. In other words, in only 2 of the 8 recessions since 1955 was there a pronounced deflationary (or rather disinflationary) trend.

In the present article I am not taking a stand on whether price inflation will be high or low in 2008. However I will say this: If you are revising your inflation forecasts downward because of your expectation of sluggish economic growth, you might want to rethink that logic.


Responses

  1. In quell’articolo sono presenti anche dei bei grafici.

    Da quello che vedo, Murphy potrebbe aver peccato di eccessiva semplicità nell’analisi, perché il ragionamento sull’impennata inflativa all’inizio della contrazione economica è corretto, ma presuppone un ceteris paribus grandissimo sul livello di consumo.
    In un downturn conclamato, la contrazione dell’attività economica diviene per forza di cose una contrazione del reddito percepito, e dipendentemente dalla durata della contrazione lo smoothing operato attraverso il consumo di risparmio pregresso può ben ridursi, e non necessariamente riaumentare pari passu in una fase di ripresa economica (l’inizio dell’upturn).

    Un’idea del genere spiegherebbe perché in fasi negative (quelle segnate da Murphy, che precise non possono essere per definizione) si vede il primo hike (stressato da Murhpy, ma scontato nella teoria del ciclo austriaco) e poi una discesa dei prezzi. Credo che serva una lavoro profondo sul comportamento del consumatore che potrebbe essere più ciclico di quanto Murphy, mi sembra, pensi.

    I dati sono comunque inquinati dal comportamento delle Banche Centrali (se pompano liquido per creare il boom, e poi stringono per combattere l’inflazione, il sali-scendi dei prezzi diventa un po’ automatico). Potrebbe essere il caso di ripetere i grafici considerando non P, bensì P/M?

    Max, faresti questo approfondimento?


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