Pubblicato da: Massimiliano Neri | 18 agosto 2008

Georgia: crocevia di interessi energetici anche italiani

Da ASCA:

La Georgia e’ stata posta anche dall’Unione Europea al centro della sua strategia, per la verita’ alquanto ”’timida”, di affrancamento dal monopolio russo delle esportazioni di gas.

Nel suo territorio, infatti, dovrebbe passare il nuovo gasdotto europeo Nabucco, un’opera di dimensioni gigantesche che punta a far affluire il gas turkmeno, azero e kazako in Europa senza passare per il territorio russo. Il percorso previsto del gasdotto, di 3.300 chilometri, parte dal Mar Caspio, attraversa tutto L’Azerbaijan e tutta la Georgia per arrivare al terminal di Baumgarten in Austria passando per Turchia, Bulgaria, Romania e Ungheria.

Ma, secondo gli analisti, il progetto da circa 8 miliardi di euro, sconta le difficolta’ nei rapporti tra i paesi caucasici e, soprattutto, i timori per le reazioni di Mosca ad un aperto tentativo di spuntare la sua arma energetica. Da ricordare che la Germania dipende quasi esclusivamente dalla Russia per le forniture di gas e che il Nabucco porterebbe nel giro di dieci anni 30 miliardi di metri cubi di gas in occidente fuori dal controllo di Gazprom.

Politicamente molto piu’ praticabile il progetto presentato da Eni e Gazprom per il gasdotto South Stream: un’opera altrettando imponente con una tratto sottomarino di 900 chilometri che partira’ dalle coste russe sul Mar Nero per arrivare in Bulgaria. Allo studio poi due tronconi onshore, uno verso il Sud Italia attraveso l’Albania, l’altro verso l’Italia settentroniale (e forse fino a Baumgarten) attraverso la Romania, Ungheria e Slovenia.

In sostanza l’oggetto del contendere e’ ”semplicemente” chi portera’ sui ricchi mercati occidentali il gas turkmeno e kazako che nei prossimi anni sara’ sempre piu’ abbondante e, soprattutto, chi avra’ il controllo dei prezzi lungo il percorso tra i giacimenti caucasici e le reti di trasporto europee.

L’Italia ha gia’ scelto. Gli interessi dell’Eni in Russia e in Kazakhstan sono enormi e la storica partnership tra il Cane a Sei Zampe e Gazprom e’ stata recentemente rafforzata.

Senza contare che un partner forte come Mosca puo’ fare molto comodo quando si gestiscono i rapporti con i governi delle movimentate repubbliche ex-sovietiche del Caucaso.

In questo contesto di disordine, emergono gli statisti di calibro:


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